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Category: Financial

Industria 4.0

Uno degli interrogativi più importanti di tutte le rivoluzioni industriali a cui l’umanità ha assistito è: ’innovazione porta o toglie occupazione? Personalmente ritengo che molto più semplicemente la cambi. Cambiano i profili, cambiano gli skill necessari, cambiano gli scenari in cui queste nuove competenze devono essere applicate, cambiano le problematiche da risolvere. Il lavoratore è chiamato ad evolversi e ad adattarsi a volta in maniera brutale, per non essere tagliato fuori dal mercato. In natura l’individuo che sopravvive è colui che riesce ad adattarsi più velocemente ai cambiamenti. Lo stesso concetto vale per il lavoratori vale anche per le aziende. Aziende che vedono il loro ecosistema, cioè il mercato, cambiare in maniera continua e repentina. Due attori, azienda e lavoratori, sottoposti a rischi e a pressioni elevate per poter restare al passo con i tempi.

Gap di competenze per Industria 4.0

«Non vedo un rischio di disoccupazione maggiore provocato dalle tecnologie, il saldo non sarà negativo», spiega ancora l’economista Ocse che però vede una minaccia nell’aumento delle diseguaglianze – «sia come stipendi che come prospettive di carriera» – tra chi ha competenze adeguate e chi no: «I lavori intermedi già negli ultimi venti anni sono stati colpiti, ma negli ultimi anni questo processo si è velocizzato».

Gap di competenze per Industria 4.0

Allarme Ocse: in Italia un lavoratore su due ha scarsissime o nulle conoscenze in ambito Ict

Source: www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2016-11-19/gap-competenze-industria-40-171518.shtml?uuid=AD3EaMyB

Lezione di economia by S. Barisoni

Ieri ho appreso quella che posso considerare una grandissima lezione di economia applicabile ad ogni livello (macro e micro economico) sulla svalutazione. Tutto nasce dalla risposta data nella trasmissione Focus Economia di Radio24 da parte di Sebastiano Barisoni a Beppe Grillo. Sul suo blog, il grillo genovese, aveva scritto in maniera delirante come le idee di Barisoni sulla non uscita dall’euro fossero sbagliate e proponendo soluzioni grilline. La risposta data da Barisoni sulla speculazione è qualcosa di affascinante fin troppo veritiero:

La debolezza del nostro sistema industriale era precedente all’arrivo dell’Euro (gia’ crescevamo meno della media europea) e il fatto che negli ultimi anni siamo riusciti ad esportare cosi bene nonostante l’Euro forte dimostra che la competitivita’ di un paese non dipende dalla forza della sua valuta (fermo restando che aiuta non avere una moneta non sopravvalutata) ma da altri fattori (innovazione di prodotto e processo, investimenti in ReS, oneri fiscali e burocratici, etc) a meno che non si rimpiangano le svalutazioni competitive della liretta che hanno drogato il nostro sistema produttivo, fatto imbarcare debito stellare e che comunque con la concorrenza dei Brics e del loro costo del lavoro non sarebbero nemmeno piu’ efficaci.

Invece che innamorarsi di soluzioni taumaturgiche invito ad andare banalmente a vedere cosa e’ accaduto ai tassi di interesse in tutti i paesi che hanno subito svalutazioni della divisa dalla Russia attuale al Sud Africa di alcuni anni or sono. Quelli sono fatti non supposizioni. Mai sentito parlare poi di fuga di capitali quando crolla una valuta? E delle banche centrali che aumentano i tassi e bloccano i cc per evitare che tutti si rifugino in monete forti? Cosa significherebbe pagare anche un banale 7/8 per cento sul debito rispetto ai valori attuali? E a quel punto che cosa garantirebbe una Banca d’Italia in piu’ di una Bank of Russia o Bank of Greece? E i debiti di tutti i gruppi italiani che sono espressi in euro quanti fallimenti causerebbero?
Mi fermo qui perché penso che sia piu’ facile accusare l’untore (l’euro) che ragionare seriamente sui ritardi e i lussi che ci siamo concessi in questi anni e sulla strada tutta in salita che dobbiamo compiere per rimetterci in carreggiata. Infine se si ascolta il mio programma sa’ che critico quasi quotidianamente questa Europa ragionieristica e stupida (ma non confondo l’euro con l’applicazione miope e tedesca del patto di stabilita’) che non derido gli ascoltatori ma mi limito a discutere con loro, senza offenderli pur ricevendo critiche pesanti. Una considerazione conclusiva: ma se per risolvere tutti i problemi bastasse uscire dall’Euro perché nemmeno i greci nella loro situazione e senza un debito enorme come il nostro, vogliono fare questo passo? Forse perché non vogliono stare ancora peggio?

Ed inoltre (vado a memoria), fa riferimento a come il futuro dell’Italia non è quello di mettersi in competizione nel settore manifatturiero con paesi del terzo mondo dove la manadopera è così sottoscosto che sarebbe comunque impossibile competere, ma deve rinnovarsi, fare le riforme, e andare in concorrenza sulla qualità.

Tutto questo applicabile anche al lavoro di tutti i giorni? Perché abbassare il prezzo per essere competitivi e confrontarsi con fornitori peggiori e non aumentare la qualità del prodotto investendo e rinnovando?

Attendiamo speranzosi le riforme ed il rinnovo.

Don’t Underestimate Freelancers!

I was reading this post 9 Tips for a Better Company Culture and I think it’s a great lesson that some italian “Captain of industry” that lead not IT companies should learn. I posted here some rows from the post that should be entirely read by employers and employees.

“Hiring someone is a big commitment — and what if it doesn’t work out? For some kinds of businesses, freelancers make a ton of sense. “I like to say we have an army of freelancers, which means I can hire great talent without having to lure them away with a salary we could never afford,” says Rachel Hofstetter, founder-in-chief of Guesterly”.

Understanding Credit crunches

Credit crunches are usually considered to be an extension of recessions. A credit crunch makes it nearly impossible for companies to borrow because lenders are scared of bankruptcies or defaults, which results in higher rates. The consequence is a prolonged recession (or slower recovery), which occurs as a result of the shrinking credit supply.

Read more: http://www.investopedia.com/terms/c/creditcrunch.asp#ixzz2M09MeA6H

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